QUANDO IL PESO “BRUCIA”

Quanto è importante mantenere in questi mesi così difficili un corretto stile di vita alimentare?

Mai come in questi terribili mesi, siamo aggrediti da una moltitudine di agenti patogeni e di fattori stressanti in grado di abbassare le nostre difese immunitarie.
Rischiamo di essere ancora più deboli e indifesi di fronte ai “nemici” del nostro sistema immunitario
Una sana alimentazione che preservi un corretto peso-forma è il requisito essenziale per prevenire uno stato infiammatorio latente e nocivo per il nostro organismo.
Presidi utilissimi anche una integrazione orale mirata ( basata sui dati di letteratura che stanno emergendo ) e una intelligente supplementazione perfusionale che possono davvero costituire una valida barriera difensiva allo stress ossidativo indotto.

Uno studio apparso pochi anni fa su “Jama”, la rivista ufficiale dell’Associazione Medica Americana, ha documentato un legame pericoloso che chi lavora nel campo delle problematiche correlate all’alimentazione da sempre intuito: quello tra eccesso ponderale e stato infiammatorio dell’organismo.
I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno analizzato i valori ematochimici di un vasto numero di giovani americani , uomini e donne tra i 17 e i 39 anni, arrivando alla conclusione che più è alto l’indice di massa corporea (BMI) maggiore è la concentrazione nel sangue della PCR (Proteina C reattiva), uno dei principali indici infiammatori.
La conclusione logica è che “più si è grassi più si è infiammati”.

Come argomentare in maniera scientifica questa associazione, a prima vista, stravagante?

Gli autori dello studio riportano il dato di fatto che le cellule adipose del tessuto cutaneo sono fonti importanti di Interleuchina-6, una sostanza che funge da “sistema di allarme” e da elemento scatenante della risposta infiammatoria del nostro sistema immunitario. Sembra addirittura che più del 20% di tutta la interleuchina-6 circolante nel nostro corpo venga prodotta e rilasciata nel torrente ematico proprio dal tessuto grasso sottocutaneo.
Chiaramente, per comprendere appieno il legame tra adipe e stato infiammatorio, è necessario far riferimento anche ad altri complessi e delicati sistemi di regolazione biologici. Pensiamo ad esempio alla funzione che riveste l’ormone MSH (l’ormone che stimola i melanociti della cute a produrre melanina). Nella regolazione degli impulsi della fame e della sazietà a livello cerebrale. Questo stesso ormone. al contempo svolge un’azione di carattere antinfiammatorio generale. Una sua carenza, o un difetto di funzionamento potranno così condizionare sia la fame sia il nostro livello infiammatorio.
Queste considerazioni invitano a riflettere sul fatto che poche attenzioni potrebbero metterci al riparo da fastidiose situazioni di tipo infiammatorio.

Una corretta alimentazione, l’utilizzo mirato di integratori ad azione antiossidante (previa valutazione del nostro stato ossidativi), il ricorso alla medicina naturale e a tecniche di riequilibrio energetico come l’agopuntura forniranno la terapia di supporto più efficace.

Studio medico Dr. Gessati

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