I led medicali contro gli accumuli adiposi

L’adiposità corporea localizzata rappresenta un vero problema della moderna società, con notevoli ripercussioni negative sulla qualità di vita e, in certi casi, anche sulla salute della persona affetta.
E’ importante un inquadramento clinico corretto, con approfondimento diagnostico, allo scopo di agire in senso multifattoriale, per ottenere una risoluzione stabile dell’inestetismo e ridonare uno stato di completo benessere.
L’esecuzione dei normali esami di routine e l’impostazione di una dieta personalizzata, associata al corretto movimento, sono fondamentali quando serve correggere grossolani errori comportamentali del paziente.
Molto spesso, però, l’adiposità localizzata è una fastidiosa eredità genetico- costituzionale che ci portiamo dietro o frutto di pregressi personali ormai superati.

Sulla base del singolo caso è quindi corretto attuare quelle tecniche di “scioglimento” e rimodellamento del tessuto adiposo localizzato, che vanno dalle metodiche fisioterapiche, a quelle di tipo medico-estetico con infiltrazione di sostanze riducenti il tessuto adiposo (sostanze naturali e sostanze farmacologiche) a quelle più specifiche ed innovative di tipo elettromedicale ( cavitazione medica, luce LED all’infrarosso… ).

LED: ecco perché funzionano veramente

Le osservazioni sperimentali condotte nei primi anni novanta dai laboratori NASA hanno puntualizzato come la fotostimolazione LED è in grado di stimolare la vascolarizzazione ed il flusso ematico locale anche grazie all’incremento dei fattori di crescita vascolare.

L’incremento del flusso sanguigno locale aumenta la tensione d’ossigeno nell’area trattata e garantisce che lo strato tra il derma papillare e le membrane basali della giunzione dermo-epidermica siano correttamente supportati: la pelle si ossigena e appare più fresca, liscia e giovane.

Anche lo scarico linfatico di superficie aumenta: in questo modo vengono drenati lontano gli altri mediatori dell’infiammazione (leucociti, linfociti etc.) e la pelle è “ripulita” dalle tossine: effetto drenante anticellulite.

Come funzionano i LED?

Molto si è detto e scritto sulla cosiddetta “cavitazione”, ben poco si è argomentato in merito ai LED medicali.
La prima cosa da sapere è che i LED utilizzati in campo dermo-estetico hanno delle caratteristiche strutturali completamente diverse da quelli di uso quotidiano. Quello che conta, però, è il fatto che sanno “stuzzicare”i tessuti irradiati e sollecitarne una risposta biologica.
Le nostre cellule, infatti, hanno infatti la capacità di captare ed interagire con i segnali luminosi percependo di essi sia la direzione sia la frequenza..

Un trattamento SICURO

E’ stato dimostrato ad esempio, mediante speciali apparecchiature microscopiche a contrasto di fase con luce infrarossa che fibroblasti 3T3 in coltura estendono gli pseudopodi preferenzialmente verso sorgenti di luce nel range 800-900 nm (INFRAROSSO) intermittenti con 30-60 impulsi a minuto.
I LED sono strumenti totalmente “innocui” e atermici (a differenza dei LASER): nelle strumentazioni a luce infatti la dimensione dello spot ne influenza la potenza d’azione. Più aumenta la grandezza del diametro dello spot inoltre diminuisce la quantità di energia per unità di tessuto irradiato (densità di potenza). Con le strumentazioni a LED il raggio di luce non viene focalizzato e la densità di potenza è bassa.
Ecco perché i tessuti trattati non sono danneggiati: la densità di potenza non è elevata, l’energia erogata non viene trattenuta in superficie e non “surriscalda” come accade nel caso dei Laser.

Studio medico Solferino24

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Anche in paura pranzo!

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